FABIO ZONTA PER CANOVA

Foto ©Fabio Zonta _1

Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822), Venere e Marte, gesso, 1816, 210x122x60, Buckingham Palace – Londra (foto Fabio Zonta)

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Antonio Canova, Venere italica, 1804-12. Marmo, altezza 1,72 m. Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina (foto Fabio Zonta)

Il sublime, quell’emozione di profonda reverenza ispirata da fenomeni naturali, nasce anche da opere d’arte che esprimono una grandiosità sovrumana

Le immagini delle opere di Canova realizzate da Fabio Zonta paiono allora procedere in sintonia con le celebri indicazioni winckelmanniane di “imitare” creando i suoi lavori partendo dalle ragioni che hanno originato l’opera canoviana trasformandole nelle proprie, sulla strada del sublime soggettivo e universale.

Nella delicata e rigorosa operazione creativa che ne nasce, fondamentale è la luce, in grado di costruire, reinventandola attraverso un puntuale lavoro di verifica e messa a punto che precede ogni scatto scelto, un’inedita esperienza creativa.

I lavori fotografici che risultano da questo procedimento richiamano una dimensione nuova. I soggetti prendono corpo grazie ai diversi toni d’ombra-colore creati dall’artista, che ridisegnano le superfici delle sculture, i loro elementi accessori, le diverse rigidità e morbidezze della materia, tracciano i confini tra la figura e lo spazio, evocano anche ciò che non si vede ma si può immaginare: in definitiva, creano la visione.

Fabio Zonta, Biografia

Nato a Bassano del Grappa nel ’58, nel ’77 si trasferisce a Milano dove lavora alla Publifoto di Alfredo Pratelli, come assistente di Alfa Castaldi, di Christopher Broadbendt e, in seguito, di Davide Mosconi con il quale costituisce un forte sodalizio. Parallelamente continuano le collaborazioni con riviste di Design e Architettura come Abitare, Domus, Gran-Bazaar, Ottagono, Modo e Interni. Fotografa per importanti studi di architettura tra cui: Cini Boeri, Matteo Thun, Sottsass-Associati, Antonio Zanuso. Documenta per cataloghi e mostre l’opera di artisti italiani e stranieri. Fotografa per importanti Istituzioni e Musei, tra cui Le stanze del Vetro – Fondazione Cini di Venezia, Musèe des Arts Decoratifs di Parigi, Frick Collection e Metropolitan Museum di New York. La Fondazione Triennale di Milano ospita nella sua collezione 90 sue fotografie. Dal 2003, anno della prima mostra personale, si dedica alla ricerca sulla Natura morta.
È rappresentato da Camilla Grimaldi.