IL PRIMO CAPOLAVORO DI FRANCESCO HAYEZ

Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano, 1882), Gruppo della famiglia del pittore con il primo autoritratto 1807-1809, olio su tela, 134x94,5 cm Treviso, Museo Civico, INV. P 231

Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano, 1882), Gruppo della famiglia del pittore con il primo autoritratto 1807-1809, olio su tela, 134×94,5 cm Treviso, Museo Civico, INV. P 231

Se si cerca un dipinto che possa fare da ultimo addio al Settecento e insieme da avvio per la pittura veneziana e veneta dell’800 non si può che fare riferimento all'Autoritratto con famigliari di Francesco Hayez: dipinto acquisito attorno al 1890 da Luigi Bailo, fondatore dei Musei di Treviso

Un precedente proprietario, Giuseppe Basso, volle sincerarsi che l’opera, attribuita correttamente ad Hayez, fosse effettivamente di sua mano e la recapitò nel 1864 a Milano all’autore, che ha autenticato il quadro firmandolo e datandolo al 1807 quando egli aveva solo 16 anni.
Il pittore ha disposto in primo piano due bambini, al centro due figure femminili (forse due sorelle, la madre di Francesco e la zia materna che lo ha allevato?) e ha collocato sé stesso in penombra sullo sfondo, con sottobraccio la cartella dei disegni, che lo contrassegna nella vocazione di pittore. Ma l’atmosfera malinconica che pervade la scena sembra suggerire che i protagonisti siano prossimi a un congedo, come avvenne di fatto nel 1809 quando il diciottenne Francesco poté partire per Roma grazie alla borsa di studio stanziata dall’Accademia presieduta da Leopoldo Cicognara, che gli permise di qualificarsi come il più dotato pittore d’Italia di gusto ‘classico’, guidato e incoraggiato da Canova stesso.

In questo dipinto il giovane Hayez non è condizionato in alcun modo dal clima ‘antiquario’ che invece conoscerà come dominante nella Roma dell’epoca e mostra di respirare a pieni polmoni, non senza una certa audacia, la cultura visiva della pittura veneziana tra fine ’700 e primi ‘800, da Francesco Maggiotto fino a Teodoro Matteini. Questi aspetti, già sottolineati da Pallucchini quando espose il dipinto per la prima volta nella grande mostra veneziana del 1946, I capolavori dei musei veneti, sollecitano a valutare la complessità dell’opera.