TREVISO TRA ’700 E ’800

Basilio Lasinio (Treviso, 1766 – 1839), Battaglia del Mincio il 25 e 26 dicembre 1801 1801, tempera su carta telata, 56,6 x 87,2 cm Treviso, Museo Civico, INV. P 362

Giambattista Canal (Venezia, 1745 – 1825), Apollo e Dafne 1800 ca., affresco riportato su tela, 96 x 72 cm Treviso, Museo Civico, INV. P 372

Giambattista Canal (Venezia, 1745 – 1825), Apollo e Dafne 1800 ca., affresco riportato su tela, 96 x 72 cm Treviso, Museo Civico, INV. P 372

Francesco Righetti (Roma, 1749 – 1819) Luigi Righetti (Roma, 1780 – 1852), Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore 1810 ca., bronzo, 68,5 x 20 x 35 cm Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro

Francesco Righetti (Roma, 1749 – 1819) Luigi Righetti (Roma, 1780 – 1852), Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore 1810 ca., bronzo, 68,5 x 20 x 35 cm Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro

Antonio Canova (1757-1822) è l’ultimo grande artista della Serenissima, e il primo moderno. È l’artista dei due secoli, di due civiltà

Il periodo tra i due secoli è segnato da drammatici sconvolgimenti che cambiarono la geografia e la storia dell’Italia: l’invasione francese, la caduta della Repubblica di Venezia, l’esilio di papa Pio VI, la deprecata emorragia di capolavori ceduti a seguito dell’infausto trattato di Tolentino (febbraio 1797), e non solo. E per il Veneto, e Treviso, l’umiliazione di continui passaggi di mano tra francesi e austriaci, a seguito dei vari Trattati internazionali conclusi dopo le guerre contro le coalizioni anti-francesi. Il “tempo della pazzia” la definì Canova che nel maggio 1798 abbandonava Roma, governata da una Repubblica giacobina sotto la tutela di truppe francesi d’occupazione, per tornare a Possagno.

Questo periodo trova testimonianza artistica nelle collezioni civiche trevigiane con opere, in parte inedite, esposte in questa prima sezione. Si ritrovano qui anticipazioni di soluzioni estetiche e situazioni sociali del nuovo secolo, in particolare nel ciclo delle tempere di Giuseppe Bernardino Bison, e nella serie di tele di Giambattista Canal, che con Giuseppe Borsato fu artefice dei maggiori interventi decorativi in chiese, palazzi e ville trevigiane. Capolavori di rara raffinatezza, con riprese paesistiche rese magistralmente, oltre che documenti storici unici, sono le Vedute delle campagne napoleoniche in Italia di Basilio Lasinio. Novità assoluta sono poi i disegni di Andrea Bon relativi all’Arco di Trionfo che fu realizzato a Treviso il 7 dicembre 1807 per l’ingresso in città dell’imperatore Napoleone Bonaparte.

Al centro della sala, il bronzo con Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore. Si tratta di una versione di dimensioni ridotte della statua marmorea che venne realizzata da Antonio Canova per l’imperatore nel 1806, e conservata oggi ad Apsley House, a Londra. I Righetti furono incaricati da Canova nel 1808 di realizzare una versione bronzea della statua, da collocare a Milano, su commissione del viceré Eugenio de Beauharnais. L’impresa venne portata a termine nel 1809 e la statua collocata nel cortile di Brera nel 1859. Dell’opera, nel 1810, vennero realizzate diverse riproduzioni bronzee in formato ridotto, tra le quali la versione in mostra che, assieme a quella del Louvre, è la sola firmata e datata. Nella parte posteriore del basamento è inciso:

FR. RIGHETTI ET ALOYS. FIL. FED. ROMAE 1810